Giovanni Battista Zotti
  Berlingo (Brescia), 4 luglio 1954 – S. Donato (Milano), 24 aprile 1998.

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ota biografica di Francesco Rampichini

Giovanni Battista Zotti visse e studiò a Milano, dove si diplomò in pianoforte (con il Maestro Alberto Colombo) e in composizione elettronica (con il Maestro Angelo Paccagnini) presso il Conservatorio cittadino "Giuseppe Verdi".
Terminati gli studi divenne titolare di una cattedra di Educazione Musicale nella Scuola Media Statale.
In questo ruolo portò un contributo ben al di là del suo incarico, tanto che nell'Istituto in cui operò gli è oggi intitolata l'Aula di Informatica, allestita grazie al suo attivo interessamento e alla sua competenza in materia.
Infatti, oltre che pianista, organista, compositore e didatta, Giovanni Battista Zotti fu un vero pioniere ed esperto di informatica ben prima che questa divenisse un fenomeno di massa: già vent'anni fa il suo vecchio Apple Il – usato come campionatore di suoni – faceva parte del suo strumentario compositivo quanto il pianoforte.
Tenne corsi e seminari di musica elettronica e informatica nelle sedi più diverse e in scuole di ogni ordine e grado: in Conservatorio come all'Istituto Europeo di Design, dove dette una memorabile lezione interdisciplinare sulle "nuove frontiere" in musica e in architettura.
Più recentemente tenne importanti corsi per disabili della vista – presso l'Università Bocconi e in sedi della Regione Lombardia – sull'utilizzo del computer, mezzo di cui egli aveva immediatamente colto le potenzialità per l'autonomia e l'emancipazione della persona con handicap.
Questi temi furono spesso oggetto di battaglie e scelte personali tutt'altro che comode, condotte nel nome del diritto e della dignità di ognuno.
Il Maestro Giovanni Battista Zotti è stato tra l'altro il primo non vedente italiano ad avere un sito web e, soprattutto, ad esserselo creato autonomamente. Ma l'importanza del suo ruolo culturale e del suo intervento nel sociale si esplicò in molteplici attività.
Nella seconda metà degli anni settanta fu protagonista e promotore - insieme a Emilia Fadini e a pochi altri - dell'ormai storica occupazione del Conservatorio di Milano e della conseguente apertura serale delle sue aule alla particolarissima esperienza dei "Corsi Popolari Serali di Musica" (CPSM), nati e sopravvissuti sino a oggi anche grazie alla sua ferma convinzione della necessità di avvicinare alla musica – sopperendo alla latitanza dello Stato – gli adulti estraniati dal circuito elitario del suo apprendimento per ragioni economiche o anagrafiche.
In questa scuola il Maestro Giovanni Battista Zotti insegnò composizione, pianoforte, teoria musicale e musica elettronica senza risparmiarsi (e per un compenso quasi simbolico), e di essa fu più volte eletto Presidente per la sua rappresentatività, il suo ruolo storico e la stima incondizionata delle centinaia di associati.
Grande rispetto del suo lavoro e delle sue doti uniche di intelligenza e professionalità acquisirono sia il Maestro Marcello Abbado (già direttore del Conservatorio), sia le molte personalità della musica e della cultura che con lui entrarono in contatto e strinsero amicizia su solide basi di stima reciproca, come il Maestro Paolo Arata – maestro alle luci alla Scala di Milano – o il pittore Paolo Baratella, docente all'Accademia di Belle Arti di Brera, per il quale Giovanni Battista Zotti creò l'ambientazione sonora di un'importante esposizione al Palazzo d'Arte Contemporanea di Ferrara.
Ancora, lo conobbero e stimarono, tra gli altri, personaggi come il compositore Karlheinz Stockhausen o l'editore Carlo Feltrinelli.
Collaborò alla realizzazione di vari Lp e pubblicazioni di didattica musicale di piccoli e grandi editori, fra cui Casa Ricordi.
Nel 1988 produsse Vedere, cassetta che raccoglie sette sue composizioni originali di musica elettronica, e fu solo per la poca inclinazione alle attività impreditoriali che il suo nome non assurse prima agli onori della "grande" cronaca.
Avrebbe cominciato proprio ora, nella pienezza della sua maturità, a raccogliere i frutti di un lavoro e di una produzione intellettuale e artistica di primissimo ordine.
Docenti universitari, direttori di importanti organi di stampa e personalità politiche ne ammirarono il grande ed unico talento e non di rado vi ricorsero.
Dette molti concerti come pianista e organista, sia da solista sia in orchestra o in ensemble cameristici, ebbe centinaia di allievi che Io amarono e impararono da lui il senso e il piacere della musica, e chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo ricorda la profondità della sua intelligenza, la vastità della sua cultura e la disponibilità disinteressata con cui offrì aiuto e amicizia a chiunque ne avesse bisogno.
Fu soprattutto un uomo senza compromessi, il cui grandissimo rigore e la cui ferma coerenza nel perseguire e difendere le proprie idee sono state e saranno di continuo esempio e monito per tutti.
Le sue opere musicali sono un grande patrimonio in molta parte ancora da scoprire e in via di catalogazione: opere di musica elettronica, composizioni per coro e orchestra, pagine di musica strumentale varia.
Parte di queste opere sarà presto raccolta in un Cd, altre verranno eseguite in prima mondiale assoluta il prossimo anno da importanti gruppi orchestrali e strumentali, altre ancora attendono l'occasione di essere studiate e conosciute.
La sua scomparsa è una perdita gravissima per la musica e per la cultura nel senso più ampio e alto del termine, e lascia un vuoto incolmabile nella città dove visse e operò.
A noi, che siamo grati della sua lezione di vita e della sua arte, resta la ricchezza della sua umanità e del suo pensiero come guida ed esempio per il tempo a venire.




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