A cura di: Francesco Rampichini
Scritti di: E. Lariani, M. Maiocchi, F. Rampichini     (vai alla pagina di FrancoAngeli)

Hanno detto dell'acusmetria

L’acusmetria ha buttato per aria il castello metafisico
della sensorialità.
Carlo Sini

Ritengo la sua ricerca di grande interesse, e ha risvegliato
in me con nostalgia tanti discorsi che mi faceva Luigi Nono.
Massimo Cacciari
Stiamo assistendo a un cortocircuito sensoriale, è quindi necessario mettere in armonia contenuti di ambiti diversi.
Andrea Branzi

Indice

Introduzione, di Francesco Rampichini

1. Acusmetria – Il suono visibile, di Francesco Rampichini
1.1.  Codici e musica
1.2.  Acusmetria
1.3.  Sinestesia
1.4.  Percezione acusmetrica: suono e linguaggio
1.5.  Percezione acusmetrica: forme e flussi
1.6.  Modelli e costituzioni parametriche
1.7.  Oltre la stereofonia
1.8.  Verso una notazione

2. Spazi acusmetrici, di Ettore Lariani
2.1.  No, non sono un musicista
2.2.  Web-design e ipertesti acusmetrici
2.3.  Marchi sonori e altre applicazioni
2.4.  Acusmetria e museografia
2.5.  Acusmetria e architettura
2.6.  Scenografia acusmetrica
2.7.  Prospettiva

3. La matematica dei fenomeni acusmetrici, di Marco Maiocchi
3.1.  Dallo stimolo alla percezione
3.2.  Fenomenologia acusmetrica
3.3.  La formalizzazione dei fenomeni acusmetrici
3.3.1.  Cenni sul formato MIDI
3.3.2.  Lo spazio sonoro
3.3.3.  Le unità di misura
3.3.4.  Forme sonore e formule
3.4.  Scenari sinestetici
        Ringraziamenti
Appendice
Istruzioni per l’utilizzo del Cd-rom
Contenuto del Cd-rom
Pitar Guru - Capriccio spaziale
Il test acusmetrico

Cos'è l'Acusmetria

Acusmetria
sf. (dal gr. akouo, udire e metréo, misurare). Il neologismo, coniato da F. Rampichini, indica la disciplina delle proporzioni geometriche percepite uditivamente, tramite suoni organizzati atti a tracciare punti, linee e superfici nella prospettiva spaziale della rappresenta-zione acustica. Tale prospettiva si determina mediante la manipolazione di tre principali parametri posizionali: dinamica (vicino/lontano), frequenza (alto/basso), stereofonia (destra/sinistra). Parole chiave: foglio uditivo, AS (Acousmetric Shape), notazione acusmetrica, profili notevoli.

L’acusmetria nasce da un gesto, un gesto semplice come lo scorrere di una matita su un foglio, tradotto in suono. È lo studio delle correlazioni tra i modelli sonori ascoltati e le forme geometriche evocate all’ascolto per analogia.

Questa analogia si basa sui rapporti tra i parametri acustici e geometrici: dell’intensità per la distanza, della frequenza per l’altezza, e della stereofonia per il movimento laterale (fig. 1).



Fig. 1 – a=ascisse (mov. laterale); b=ordinate (altezza); nz=profondità (dinamica).


Così come molteplici sono le modalità con cui si compie il gesto di tracciare un segno sulla carta, variando tempo, accelerazioni, spessore dei tratti, anche gli analoghi parametri acustici (frequenza, modulazioni, velocità, dinamiche) si articoleranno di conseguenza.
Si tratta di un fenomeno sinestetico evocato uditivamente e ancorato all’esperienza della percezione visiva. Prima di avere un nome e di poter rispondere a leggi definite, questa tecnica non era che un personale linguaggio compositivo, scaturito da un insieme di suggestioni diverse.
Avevo iniziato creando con i suoni alcune figure geometriche semplici, attraverso l’organizzazione di linee e punti in uno spazio che chiamai poi “foglio uditivo”.
Il rapporto con la geometria che cercavo di stabilire attraverso i miei oggetti sonori poi denominati As (acousmetric shape), mi aveva ovviamente riportato sulla strada del vecchio Pitagora, che divideva i suoi discepoli in “acusmatici” e “matematici”.
Il termine “acusmatico” fu nel ‘900 riproposto e introdotto nel lessico musicale da Pierre Schaeffer – noto come il padre della “musica concreta” – per indicare genericamente ogni rumore che si intenda senza vedere le cause dalle quali deriva.
Nel mio caso però, ciò che mi proponevo era di codificare delle forme precise, ecco perché decisi di mantenere la radice acous-  e cambiare la desinenza in -metria (da metron, misurare).
(...)

Introduzione

di Francesco Rampichini


Dove il mondo cessa di essere il palcoscenico delle nostre speranze e dei nostri desideri per diventare l’oggetto della libera curiosità e contemplazione, lì iniziano l’arte e la scienza. Se cerchiamo di descrivere la nostra esperienza all’interno degli schemi della logica, entriamo nel mondo della scienza. Se invece le relazioni che intercorrono tra le forme della nostra rappresentazione sfuggono alla comprensione razionale e pur tuttavia manifestano intuitivamente il loro significato, entriamo nel mondo della creazione artistica. Ciò che accomuna i due mondi è l’aspirazione a qualcosa di non arbitrario, di universale.
Albert Einstein

Intorno alla metà degli anni ’80, la fisica Monica Zamboni mi parlò per la prima volta di quelle singolari leghe intermetalliche a base Nichel-Titanio (NiTi) chiamate “materiali a memoria di forma”, per la cui produzione si parla di una “educazione del materiale” mediante un trattamento che permette di memorizzare la forma finale che verrà assunta. L’esempio più semplice è un elemento attivo a forma di molla elicoidale che debba chiudersi completamente a caldo. Questa capacità di modificare il proprio stato al variare della temperatura, sfruttata per assolvere particolari funzioni (sensore/attuatore), le colloca nella categoria dei materiali “intelligenti”, con caratteristiche di superelasticità ed elevata capacità di smorzamento delle vibrazioni(1). Alcuni aspetti delle loro proprietà mi colpirono immediatamente per l’analogia con i problemi che stavo cercando di risolvere sul piano acustico musicale, rendendoli ai miei occhi materia “viva”. L’associazione con “oggetti sonori” che potessero evocare un disegno identificabile fu spontanea.
Iniziai allora, con una coppia di straordinari amici(2), a discutere della possibilità di creare “forme sonore” da associare a sculture o “installazioni”, alla ricerca di un cortocircuito percettivo per la fruizione di un’opera multipla.
Solo alcuni anni dopo, tuttavia, arrivai a formalizzare l’intento di stabilire un rapporto biunivoco tra suono e segno grafico (punto, linea), avviando tentativi di creare materiali sonori che evocassero metaforicamente forme geometriche più o meno complesse, senza ancora intravedere in che modo avrei potuto utilizzarle.
L’avvento dell’era informatica mi aprì un varco in questo intento. Grazie ai nuovi sequencer MIDI(3) potei iniziare a progettare i materiali di più semplice concezione: un punto, un segmento di retta, alcune linee curve.
L’idea di poter pervenire alla descrizione di spazi audiografici a partire da tali elementi attivò un processo compositivo che sfruttava queste prime analogie con la geometria piana. Procedevo fidandomi di un’intuizione, alternando l’entusiasmo per i primi esperimenti riusciti alla sensazione di perdere tempo: i materiali trovavano però un loro immediato utilizzo nella mia attività compositiva, e tanto mi bastava.
Diversi anni più tardi arrivai a definire acusmetria il principio sul quale questi processi si basano e forme acusmetriche(4) gli oggetti sonori in essi implicati. Sottoponendoli all’ascolto da parte di soggetti non informati constatai di poter rappresentare un triangolo in modo praticamente inequivocabile, soprattutto nella modalità puntiforme, poiché le linee, cioè i suoni continui ponevano maggiori problemi di natura percettiva. Seguirono quadrati, rombi, pentagoni, esagoni, ettagoni, ottagoni, ellissi...
Giunto per questa via alla costituzione di un primo strumentario acusmetrico, iniziai a compiere tentativi di sovrapposizione, il primo dei quali riguardò un cerchio ed un triangolo: l’impatto, dal punto di vista psicoacustico, fu forte.
Mi resi conto che le sensazioni prodotte all’ascolto erano più complesse dell’esperienza ottica: il fenomeno, sul piano della percezione uditiva, era affatto nuovo e induceva un senso di delocalizzazione spaziale a me sconosciuto, imputabile come scoprii in seguito al funzionamento dei meccanismi di ritenzione mnemonica dei punti di riferimento uditivi.
Per quanto ne sapevo, nessuno si era mai occupato di costruire programmaticamente un “alfabeto” di questo genere, né di stabilire una relazione geometrica diretta tra suoni e segni grafici, e in realtà non era neanche il mio obiettivo. Non mi chiedevo se il “codice” che poteva derivarne sarebbe stato utile o attuale. Volevo soltanto ideare e osservare le mie forme con il distacco e la soddisfazione con cui si guarda il pennello terminata una tela, per poi risciacquarlo in acqua chiara. Era semplicemente un mio idioletto, una mia “arte” delle proporzioni.
Il côté scientifico di queste esperienze cominciò ad appassionarmi più tardi, anche grazie alle lunghe conversazioni con Ettore Lariani che mostrava un interesse trasversale per questi argomenti, dato dal suo operare nella modellazione spaziale e dalla sua viva curiosità per il mondo dei suoni.
Entrambi appartenenti alla generazione formatasi quando ancora i Personal computer non esistevano e cresciuta nel pieno della grande rivoluzione informatica degli anni ’80/90, ne avevamo vissuto l’irresistibile sviluppo sperimentando giorno per giorno il rapido confluire dei metodi di lavoro tradizionali verso quell’unicum mediatico instaurato dalla diffusione capillare del Pc. Architettura e musica, design e psicoacustica divennero i temi principali dei nostri scambi più fecondi.
Nel 1999 Lariani, già docente alla Facoltà del Design del Politecnico di Milano, mi propose per un incarico didattico in un ambito che definimmo forma/suono e che da quel momento condividemmo, organizzando e sviluppando le ricerche in un contesto universitario opportuno e stimolante, insieme a centinaia di studenti senza il cui impegno non saremmo forse giunti a elaborare l’approccio all’ipertesto esteso che chiamammo media_FORMASUONO.
Sempre al Politecnico di Milano avvenne il fortunato incontro con il fisico Marco Maiocchi. Con lui si instaurò subito un rapporto di collaborazione sostenuto dal comune interesse per le sinestesie e consolidatosi nel corso di un laboratorio in cui sviluppammo il “Progetto Librino”.
Quando io e Lariani parlammo dell’acusmetria a Maiocchi – esperto di strutture e appassionato di musica –, non solo ne colse immediatamente i presupposti fondamentali, ma iniziò a suggerire e progettare esperimenti che produssero gli essenziali contributi della terza parte di questo volume.
Rivolgiamo qui un particolare ringraziamento a Gaia Milani, web designer, per la realizzazione delle parti grafico dinamiche del Cd-rom, a Giorgio Riva, Flavia e Mario Rampichini per la paziente rilettura delle bozze e per le preziose osservazioni compiute.
Qui sono esposti i principi della materia. Abbiamo indicato dei percorsi, guardando ai fatti nella loro integrità fenomenologica, al di là del gioco delle codificazioni ed oltre la loro integrazione nelle teorie. Ecco ad oggi lo stato dell’arte.
(...)

Note

(1)  Fonti: A. Tuissi, M. Zamboni, CNR-Ieni, sezione di Lecco.
(2)  G. Battista Zotti (1954-1998), pianista e compositore bresciano e Iztok Gorkic, pittore e scultore sloveno.
(3)  Cfr. cap. 1.6 e cap. 3.3.1.
(4)  Da qui in avanti indicate come AS (Acousmetric Shape).

RASSEGNA STAMPA
Radio Classica (28 gennaio 2008) Intervista a F. Rampichini - R. Belgiojoso          
Tabloid (aprile 2005) La libreria di Tabloid: "Acusmetria. Il suono visibile" - P. Paganini
Tribuna stampa (gennaio/febbraio 2005) Libri - Acusmetria. - S. Annibaldi
Corriere del Mezzogiorno (22 ottobre 2004) I Festa dell'archittettura - D. Lama
Il Mattino (21 ottobre 2004) I valori dell'architettura
Suonare News (n. 98, settembre 2004) Capriccio spaziale, - A. Bertolini
Modo (luglio/agosto 2004) ACUSMETRIA - Geometria del suono - A. Fanelli
Il Manifesto (Alias, 26 giugno 2004) Che bell'edificio di mattoni sonori - M. Sebregondi
Wayfitness - (maggio 2004) Ascolta questa bella geometria
Radio 24
(8 agosto 2004)
Intervista a F. Rampichini - M. Daghini                             
Radio 24 (11 maggio 2004) Intervista a M. Maiocchi - S. Coyaud                             
Corriere della sera (Sette, 29 aprile 2004) Studi di frontiera - l'Acusmetria - A. Pasini
Foglio dell'Institutum Pataphysicum Partenopeium n° 2 (2003) Acusmetria M. Maiocchi
Il Teatro Temperato (2005) Racconto di Giuseppe Crotti

PRESENTAZIONI DELL'ACUSMETRIA

20 marzo 2005 - h 16,15
Seminari di cultura matematica
Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano - Piazza Leonardo da Vinci, 32
Seminario dal titolo:
"Acusmetria. Il suono visibile" -
relatori: F. Rampichini (musicista), M. Maiocchi (fisico), E. Lariani (architetto)

18-22 novembre 2004

Futurshow
Fiera di Milano, stand I.NET, proiezione permanente di "U.V.A.", danza acusmetrica di Francesco Rampichini Collaborazione e coordinamento: Ettore Lariani, Marco Maiocchi - U.V.A. per I.NET

11-12 Novembre 2004
International Conference on Innovation by Brand and Design Management Organizzato dal Design Management Institute Articolo presentato: E. Lariani, M. Maiocchi, F. Rampichini, Acousmetric Branding, pubblicato negli atti del convegno insieme ai file sonori per la fruizione - Seoul, Korea
Co-Sponsored by: Design Management Institute - The 12th International Forum on Design Management Research & Education - Design and Brand Management Society - The 2nd Annual Conference - Institute for Industrial Policy Studies - Brand Management Institute - 3rd Annual Conference of Brand Management Institute

22-23-24 ottobre 2004

Frame & Mutations - Festa Europea dell’Architettura, Napoli
(dal catalogoFrame & Mutations - visioni di architettura (ed. Aracne)

26 giugno 2004
Università internazionale del secondo rinascimento
Conferenza tenuta da Marco Maiocchi,
Francesco Rampichini, Ettore Lariani - Introduzione di Armando Verdiglione - Sede di Senago, Villa San Carlo Borromeo

21 giugno 2004

Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano
Incontro organizzato da prof. Tullia Norando, Dipartimento di Matematica "Francesco Brioschi"


12 maggio 2004
Triennale di Milano - Festival dell'Architettura - Presentazione dell'Acusmetria



Immagini da "U.V.A."


Immagini da "Capriccio spaziale"

TESI DI LAUREA SULL'ACUSMETRIA

MAD - MUSEO ACUSMETRICO DESIGN
a.a. 2002-2003 - Politecnico di Milano - Facoltà del Design
rel. Ettore Lariani - co-rel. Francesco Rampichini
In 4 volumi:
- Progettazione acusmetrica integrata negli spazi allestiti
  di Nicola Moioli
- Progetto architettonico di recupero dell'area industriale dismessa
  di Nicola Seta
- Allestimento e organizzazione degli spazi interni ed esterni
  di Federico Vedani
- Progetto dell'immagine coordinata e dei sistemi di comunicazione
  di Martino Pannofino

ACUSMETRIA: UN NUOVO CODICE
a.a. 2003-2004 - Politecnico di Milano - Facoltà di Architettura
rel. Pier Federico Caliari - co-rel. Francesco Rampichini
  di Erika Gagliardini

LA MACCHINA ACUSMETRICA TOTALE
a.a. 2004-2005 - Politecnico di Milano - III Facoltà del Design
rel. Marco Maiocchi - co-rel. Ettore Lariani, Francesco Rampichini
  di Christian Sciascia