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Francesco
Rampichini in
collaborazione con
Fabio Peri (Civico
Planetario "U. Hoepli" di Milano)
S E N T I R E L
E
S T E L L E
viaggio
nelle costellazioni attraverso mappe acusmetriche interattive
![]() Mappa
acusmetrica di Orione
INTRODUZIONE
Conoscere
le costellazioni per mezzo dell'Acusmetria®,
attraverso mappe sonore interattive basate sull’astrocartografia, fu
una delle
prime applicazioni che mi parvero realizzabili a partire dalla
teorizzazione del
mio sistema.
Mi convinsi che lo sviluppo di questa idea avrebbe aperto anche per i non vedenti, attarverso l’esperienza dell’ascolto, una via "sensibile” complementare, una modalità nuova ed originale, per conoscere quelle aggregazioni di punti luminosi nelle quali l’immaginazione umana ordina il cielo- Dopo un paio d’anni di prove e osservazioni sottoposi il mio progetto a Fabio Peri, Direttore Scientifico del Planetario di Milano, che lo condivise con entusiasmo. Giunsi così, in un percorso di continui esperimenti e confronti, alla creazione di un interfaccia dedicato che permetteva - con un semplice movimento del mouse - di ascoltare la mappa di una costellazione ed ogni sua singola stella, individuandone posizione e magnitudine (quest’ultima attraverso la corrispondenza delle intensità luce/suono). Stelle e galassie ci inviano la loro radiazione luminosa dopo aver attraversato immense distanze. Dato che la velocità della luce nel vuoto è di circa 300.000 km/sec., la Luna che vediamo - a una distanza media di 376.000 km - è di un secondo fa, il Sole di circa otto minuti prima, mentre Proxima Centauri, la stella a noi più vicina dopo il Sole, è già di 4 anni fa (40.000 miliardi di km). Il telescopio Hubble ci ha permesso di fotografare galassie il cui segnale è partito otto miliardi di anni fa! Per questo, guardando il cielo, non penetriamo solo lo spazio, ma anche il tempo. Non è un caso che in sanscrito, antica lingua della famiglia indoeuropea da cui provengono molti nostri vocaboli, “suono” si dica svara e “luce” svar : i due fenomeni sono uniti in base alla loro affinità fonetica. Qui si coniugano gli intenti di un’operazione senza precedenti, rivolta a un pubblico indifferenziato al quale si vuol dire: “la luce è suono, ascoltala”. |