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14 / 9 / 2005


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Sirtori: inaugurazione della
mostra di Riva ``A quattro mani``

Un settembre artisticamente ispirato per il comune di Sirtori, soprattutto per uno dei suoi cittadini più insoliti ed eclettici, almeno a detta dello stesso sindaco Paolo Negri. Così Giorgio Riva, la complessa figura di architetto-designer-artista che da più di vent’anni si muove sul palcoscenico artistico brianzolo, sempre alla ricerca di mezzi espressivi innovativi e inusuali, dopo aver inaugurato a inizio mese la mostra “Confini?” è in procinto di allestirne una seconda, dal 16 al 18 settembre, intitolata “a quattro mani”. Entrambe le esposizioni, organizzate nella villa dei Tre Tetti di Sirtori in via Belvedere 39, sono patrocinate, oltre dal comune, anche dalla provincia di Lecco. Le opere esposte sono state realizzate con una notevole varietà di tecniche, consentendo tra l’altro strette correlazioni tra molte di esse. Vanno ricordati i “fogli-plasma”, bassorilievi cartacei trattati chimicamente che assumono un’espressività particolare e mutevole a seconda dell’orientamento della luminosità nel gioco di luci e ombre, e gli “xilo-plasma”, vere e proprie sculture ottenute proiettando forti getti di aria e sabbia sopra superfici di legno. In “Confini?” è la “sfumatura” a rappresentare la chiave di accesso che scardina i paradigmi rigidi e discreti delle diverse manifestazioni dell’arte: così land-art, scultura, design, architettura, pittura e musica non sono più una semplice gamma scandita da confini verbali. Il potere denotativo della semantica propria di ciascuna di esse crolla sotto la suadente dissoluzione della sfumatura consentendo di passare da una dimensione all’altra senza discontinuità alcuna: il segno e l’opposizione binaria si disgregano. Così il design si spinge nell’architettura, la scultura diviene paesaggio, la pittura si fa tridimensionale. In più le immagini ed i suoni sono corroborati dalle opportunità concesse dall’informatica in cui le geometrie, assai variabili, si presentano a salti e gradi oppure a flessi morbidi e continui. Tuttavia se “Confini?” – che è possibile apprezzare sino al 18 settembre, dalle ore 20,40 alle ore 23,30- nasce come l’assolo di un artista in grado di dissolvere i confini semantici dei linguaggi artistici andando così a creare un’idea di spazio “infinitesimo”e continuo, l’opera video-acustica “a quattro mani?” è la sintesi del sodalizio creativo tra il Riva e i suoi “info-plasma” e gli esperimenti di acusmetria di Francesco Rampichini. Per anni i due artisti hanno svolto filoni di ricerca separati, non essendo al corrente di intenti comuni: quando Rampichini ha provato ad applicare le sue sperimentazioni alle opere di Riva, ecco la percezione di linguaggi coniugabili. Da qui la nascita di un interessantissimo spettacolo di musica e immagini. Le forme create da Riva scaturiscono così da matrici informatiche programmate per dettare dipinti tanto nello spazio quanto nel tempo, i suoni di Rampichini si muovono nello spazio addirittura in successioni temporali. La “sequenza” e il ritmo non sono più solo concetti temporali privi di estensione fisica ma assurgono ad una spazialità in precedenza ad essi preclusa. Si tratta di esperienze artistiche certamente non facili ma realmente affascinanti, in grado di associare una certa profondità di contenuti a materiali poveri e comuni. Musicista e pittore aderiscono reciprocamente al proprio lavoro, i suoni si agitano nello spazio e le immagini si scandiscono nel tempo, i confini tradizionali tra musica e pittura si sciolgono e nasce un terzo linguaggio diverso e difficilmente interpretabile come semplice somma di immagini e suoni. Ma sia a Riva che a Rampichini poco importa come si vorrà chiamarlo. Alla fine comunque “ragion pittorica” e “ragion musicale” si sono inevitabilmente mescolate tenendo salva una continua tensione dialettica.

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Scritto il 14/9/2005 alle 15:52